L’eccesso di informazione di cui disponiamo ci rende più confusi, insicuri. Incapaci di discernere i facts dagli alternative facts. Ormai è assodato: una ricerca su google può portare a tutto e al contrario di tutto. Pagine che sostengano una tesi e pagine che facciano endorsment per la tesi opposta.

Il fatto di avere sempre in mano quel fottuto cellulare, poi, non ci rende più eruditi né svegli né smart. Anzi.

Anzi, peggio: fa male. Non solo dal punto di vista spirituale ma, sicuramente anche da quello fisico.

La lettura più esplosiva è quella di Manfred Spitzer: sta sussurrando che i nostri figli possono crescere senza concentrazione, senza senso critico e senza memoria.

“Digital Dementia” is a term coined by neuroscientist Manfred Spitzer to describe an overuse of digital technology resulting in the breakdown of cognitive abilities.1 Spitzer proposes that short-term memory pathways will start to deteriorate from underuse if we overuse technology.

Un esempio di scarsa concentrazione e incapacità di ascolto? Eccola qua

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