Arriva l’inverno e spieghi a tuo figlio cosa sia il solstizio. Immagini di arrivare ad un analemma, ma ti fermi.

Ti appassioni alla storia del Titanic, ai suoi mille dettagli. Allora decidi di noleggiare in biblioteca un libro per bambini.

E’ difficile adattare il tuo registro linguistico, definire il modo per esporre i concetti. Farsi capire e riassumere i pezzi logici di un ragionamento.

L’ho già detto: questo stile di vita non è equilibrato. Troppo tempo nel finesettimana e troppo poco nei giorni feriali, da vivere con i piccoli. La qualità del tempo ne risente, la pazienza per accompagnarli, seguirli e farli crescere. Trasmettere qualcosa. Fare storytelling con loro: l’unica cosa sana di una società che imputridisce coi social.

Per questo ti trovi a rivalutare l’onore e il ruolo sublime di insegnare qualcosa ai più piccoli. Qualcosa che mi schiaccia, mi fa sentire piccolissimo ed insignificante, una responsabilità terribile e grandiosa.

Vedo piccoli bambini abbandonati con in mano il telefonino in pizzeria e ovunque. E sono terribilmente pessimista.

 

 

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