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Topi di Gordon Reece

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Un libro che si legge tutto di un fiato. Scorrevole e fluido. Sfornato caldo caldo perche’ uno sceneggiatore pigro ne faccia una nuova traposizione, sullo stile di Panic Room.

Al centro del racconto un delicato rapporto madre-figlia adolescente. Questa e’ anche la narratrice in prima persona.
Il cordone ombelicale tra le due donne e’ il nocciolo del libro; l’analisi psicologica segue le poche intense settimane che le due si trovano a vivere. Il finale e’ un po’ scontato ma tutto sommato la lettura si rivela piacevole e coinvolgente: cosa avrei fatto io al loro posto?
Interessante notare che non esiste un solo ruolo maschile positivo (a parte il maestro Roger):
- il capo dello studio legale incapace e molestatore
- il padre/marito che si eclissa con la segretaria piu’ giovane
- il proprietario del suv che sbraita nel parcheggio
- il grassone che sapeva troppo
- ovviamente il biondino ubriaco
- il preside inerme

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