ricambio di idee

28/01/2005

La partita di ieri sera non è stata particolarmente interessante né piacevole. Ma il risultato è premiante, nonostante i dubbi sulle prestazioni imbarazzanti di Cruz, Davids e Zé Maria. In sede con me e Stew c’erano anche Branca e Oriali, ma con finalità diverse. Qualche piccolo ritocco al match center, tipo le finestre pop-up a modino. Ma la giornata è in discesa… verso il finesettimana.

NOn posso ancora giudicare le velleità del blog “vivere milano “, ove i trentaquarantenni aspirano a migliorare la qualità di vita meneghina. Certo è che aderisco al loro biasimevole archetipo del 5+2. Respiro smog per 5 giorni e poi
salto in montagna fino a martedì. Stamattina era -12, coraggio.

Ne parto col viatico incoraggiante dei progetti con Cristiano: prima il sito di una multinazionale finlandese del vetro, quindi due siti istituzionali con piattaforme e-commerce. Una bella sfida in php per i prossimi mesi, e una incoraggiante prospettiva di crescita personale. Vedremo, mi porto tutto in montagna.

Vabbé, con tutto quello che capita. Che testardo!
Ho quasi l’uzzolo di parlare di… ma no!

Volevo bloggare sul peso delle parole, sul significato dei sogni: un paio di giorni fa di fianco abbiamo rivisto la cassetta dell’intervista di Adriano. Il ragazzo parlava ingenuamente; Facchetti chiosava il senso delle sue parole con moderazione e compostezza, come si addice a un Presidente.
Una figura “di rappresentanza”, insomma.

Poi ho cominciato a pensare al “Giorno della Memoria”; 60 anni fa le truppe sovietiche entravano ad Auschwitz, l’odierna Oswiecim. E mi sono davvero incazzato, molto. Non metabolizzo, né me la faccio passare. Mi guardo e mi compatisco, patetico. Perchè?
Perchè la storia della II guerra mondiale è sempre stata un mio chiodo. Leggendo morboso libri sull’argomento, approfondendo con film e numerosissimi documentari. Quella dell’olocausto, poi, è una faccenda maledettamente seria e toccante; già Primo Levi si impegnava a fissare tutto per il vago presagio che un giorno nessuno avrebbe creduto. Storie strazianti, lutti collettivi e la coscienza di nazioni intere da ridiscutere. Cosa c’entra un mellifluo ex cabarettista da crociera?
No, proprio non digerisco che una persona come un Dorian Gray nano, che ha sempre snobbato le celebrazioni del 25 Aprile (costituzione d’ispirazione “sovietica”) rappresenti la mia Nazione e quindi direttamente anche me. Uno che, in politica interna non disdegna di difendere Mussolini come propugnatore di innocue vacanze disintossicanti al confino (lo racconti agli oltre 1000 ebrei partiti da Roma il 16/10/1943. Ne tornarono 15) e che in politica estera… beh, sono persino stufo di parlarne… meglio guardare sotto.

CACERES – Spagna
berlusconi_corna_3.jpg

spigolature

26/01/2005

Da Mira:
“Voi potete comperare
il lavoro di un uomo, la sua esperienza, i suoi consigli,
ma non potrete mai comperare
l’entusiasmo, l’iniziativa, la devozione del cuore,
della mente, dell’anima.
Queste cose le dovete meritare con la vostra lealtà verso di lui.”
(Platone)

Da una collega attempata di Fabiola, che, vista alle spalle, sembra giovanile:
“De drio liseo, davante museo” (detto Triestino)

E infine la migliore, dalla “Domenica” de La Repubblica:
«la capacità della masse di
comprendere è molto limitata, ma la loro
capacità di dimenticare è infinita» Adolf Hitler, Mein Kampf

BROADBAND

25/01/2005

Pochi passi e la nuova ADSL funziona. Anche nella brughiera di Ossona c’è la banda larga. La procedura di Libero è semplice e lineare, a volte ridondante.
Ma tutto fila liscio… e si naviga con una celerità che stupisce anche il mio babbo!

L’unica menata è l’impostazione microsoft-centrica di tutta la documentazione. Ma ho già dimenticato, o meglio perdonato.

brodo allungato

23/01/2005

In effetti ieri sera avevo bloggato in modo incompleto… alla fine la strigliata di Mancini ai guerrieri di carta igienica ha ritardato tutti. E’ finita 1-1, e per quasi un’ora tutti si aspettavano i commenti dei “protagonisti” nerazzurri.
Eh sì, da ieri un nuovo personaggio, una nuova bocca da sfamare alla mangiatoia del calcio-business. Il digitale terrestre.
Così, dopo SKY, dopo Italia 1 e dopo RAI2 si è inserita la zona-interviste del DTT targato Mediaset. E Inter Channel si è accodato, rischiando di vedersi sfumare nel monoscopio le proprie interviste a tecnico e presidente. Perché il time-slot a disposizione su satellite stava inesorabilmente scadendo; mentre i nostri conduttori dissertavano amabilmente sulla percentuale di palle perse, di passaggi riusciti, dei flussi di gioco privilegiati.
Tutti i commentatori sportivi insomma la tiravano per le lunghe, dissertandosi addosso. Ma Inter Channel aveva la sgradevole e gelida consapevolezza di dover sfornare più chiacchiericcio di tutti, perché alla fine della giaculatoria mediatica.
Hanno giocato male, e hanno avuto il decoro della laconicità. Apprezzabile. Quindi col buon Crippa ce ne siamo usciti ad un orario accettabile; quando cioè i metronotte non hanno ancora scaldato la loro garitta (o la loro auto).

Pensando ai campioncini mesti nei locali del loro dopo-gara, mi stupisco sempre di come, a Milano, il tempo del divertimento sia incazzoso come quello del lavoro. Se giri di notte a velocità moderata, sei incalzato dalla “milano da bere”. Auto in doppia fila, vecchie carrette che non hanno nulla da perdere e nuovi fuoristrada sgommanti, quasi a voler giustificare il 4×4 che li nobilita. Tutti a guidare febbrilmente, come nei giorni feriali. Come tamarri in un paesone di periferia. Anche se le mete che li attendono hanno nomi eleganti e trendy.

pandoro digeribile

22/01/2005

pareggio ancora scialbo 0-0 col chievo.
una paio di legni, sembra che l’Inter sia una grande squadra solo quando pareggia in rimonta: i tifosi se ne sono accorti e hanno lanciato la polemica.

Leggendo le news, scopro che l’audio della mia notizia sull’Mp3 di Scarpini che racconta gli ultimi minuti colla Samp è ovunque su internet. In particolare, il sito indicato ha un’idea folgorante… sembra permetta di aggirare il problema dei messaggi con allegati. troppo onerosi per la mailbox del destinatario.

Da domani cambia tutto. Parte il digitale terrestre. Con tre euro posso vedermi, a casa, partite come Inter-Milan o Roma-Juventus. Tutti a decantare lodi e maggiore libertà, ma i rapporti di forza cambiano, e radicalmente. Vorrei soffermarmi su un paio di punti:
- Da quando sono all’Inter l’incidenza percentuale dei ricavi da diritti satellitari è aumentata progressivamente, erodendo quote di abbonamenti / biglietti / merchandising
- Sky non ha mai chiuso un esercizio in attivo da quando è nata (sia come Stream che come Tele+) e ha strapagato tali diritti in clima di monopolio
- Tutto il business del DTT nasce da un colossale conflitto di interessi tra il legislatore (proprietario di reti televisive) e gli organi federali del calcio (che avallano la vendita singola dei diritti, rappresentando anche club del legislatore)
- Si vendono i decoder del digitale terrestre offrendo contributi statali (alla fine soldi delle nostre tasse) per foraggiare il business di aziende private (Mediaset e La7)
- Difficilmente Rai e Sky a giugno pagheranno altrettanto profumatamente i diritti non più esclusivi per il prodotto calcio: molte società vedranno i ricavi notevolmente ridimensionati.

Vorrei zittire l’uggia del momento; si potrebbe disquisire del pubblico agli stadi,
sulle schede pirata. Sul fatto che, senza i piccoli club, il campionato si ridurrebbe a un trofeo Berlusconi allargato. Niente disfattismo, ma di tutto questo, alla gggente, interessa poco o nulla: basta che sia pulito il segnale che arriva al decoder digitale di casa e poi, sotto con ControCampo, cioè Milan Channel in chiaro.

Tutto è splendidamente spiegato qui: meglio aprire gli occhi

Libertà alterna

20/01/2005

Mi fa un po’ specie sentire Giuliano o altri amici costretti a restare per 12 ore al lavoro: sono le targhe alterne babe!
Per il bene di tutti si sacrifica la libertà dei singoli, e divampano ancora le discussioni sulla falsariga della legge anti-fumo. Stranamente viene coinvolto il bene più vitale e gratuito: l’aria che respiriamo. Il luogo di lavoro diventa prigione, l’auto colla targa “sbagliata” il cellulare che ci condanna. Metafora sanguigna, che mi impressiona anche perchè ho seguito a lungo la web-cam in un ufficio dello sceriffo del Tennessee, segnalato dal blog del Capitano.
La locomotiva dell’Italia asfissiata e mutilata nella mobilità, mah!

Ieri sera una proficua chiacchierata con Cristiano: abbiamo pianificato interessanti attività future insieme. I presupposti sono più che confortanti per almeno tre-quattro progetti che possiamo sviluppare; senza alcuna ubbia mi sono dedicato a rinnovare il curriculum.
Abbracciando la devastante funzione di dreamweaver “convert tables to layers”. Vabbé abbiamo un documento table-less, ma che menata per fare combaciare le aree di stampa sui vari browser. Grazie al contributo di Stew ho finalmente redatto la versione inglese del mio CV- the gianmarco Poma Resume

La lettura di “REGIME” della coppia Travaglio-Gomez mi divora ogni giorno di più. Inizio folgorante e avvincente, se non fosse una trama tragica.

Tutto il giorno inseguendo un problema: le immagini “a singhiozzo” sul sitone. Non ne sono ancora venuto a capo, ma è un problema non bloccante. Le notizie importanti (tipo quelle citate nel lusinghiero articolo di Olivari a recensire il sito) sono comunque leggibili. La neve rende un tormento il viaggiare, ma appaga quando si resta fermi.
Il paesaggio ne risulta stravolto: ieri sera io e Fabiola siamo rientrati sotto
la tormenta; l’euforia dell’orizzonte e dei paesaggi che si rinnovano, cambiano. Una gioia un po’ puerile.

I disservizi delle FS sono accettabili giacché ho iniziato a leggere il nuovo folgorante libro di Peter Gomez e Marco Travaglio. Con voracità e interesse.